6/29/2010 - Sucidio e adolescenti, il mondo oscuro
Fonte: http://www.corriere.it
Sucidio e adolescenti, il mondo oscuro
Integrazione razziale e internet tra le cause
MILANO - Aumentano i suicidi tra gli adolescenti immigrati nati in Italia e l’uso irresponsabile Youtube fa sempre più vittime tra i giovani che decidono di farla finita. E’ quanto emerge dal quinto reportage della serie Vanguard Italia, realizzata dal network italiano di video-reporter indipendenti di Current, in onda mercoledì 30 giugno alle ore 21.10 sul canale 130 Sky.
A fronte degli ultimi dati sull’Italia diffusi dall’Istat, che parlano di 141 suicidi di adolescenti in età compresa tra i 15 e i 24 anni nel solo 2008, con un’incidenza massima in Lombardia (ben 24 casi sulla cifra nazionale in un anno), il reportage Vanguard cerca di fare chiarezza sulla questione Suicidio&Adolescenti parlando direttamente con i giovani che hanno tentato di farla finita, con i medici che li prendono in cura e con i ’sopravvissuti’, termine tecnico che indica gli amici e i parenti di quanti si sono tolti la vita.
Si parte proprio da Milano, dal Pronto Soccorso del Fatebenefratelli dove la pediatra Silvia Tosi parla subito di suicidi occulti ovvero: «A fronte di un caso di tentato suicidio dichiarato - dice - ce ne sono almeno 25 che vengono nascosti». Alla base di questa zona oscura vi è una tendenza generale a sottovalutare, a lasciare nel silenzio o a negare che una tale tragedia possa essere avvenuta nella propria famiglia. Emergono, infatti, cifre più consistenti dal monitoraggio svolto dal Crisis Center di L’Amico Charlie Onlus, una delle strutture più accreditate in Italia sul tema: sarebbero 1500 all’anno i casi di suicidio o tentato suicidio nella sola provincia di Milano. E solo un soggetto su quattro entra in contatto con le strutture ospedaliere.
L’adolescentologo Luca Bernardo, direttore di Pediatria al Fatebenefratelli di Milano, è a capo di un reparto di accoglienza ospedialiera per suicidi tra adolescenti che collega Pronto Soccorso, Pediatria, Psichiatria e Crisis Center dell’Amico Charly. E’ da questo pool di esperti che il reportage Vanguard aggiunge dati più precisi. ’Le persone che vengono qui - spiega il primario Bernardo - hanno tentato il suicidio. Nei giorni successivi sono particolarmente provati ma freddi e tranquilli nel raccontare il loro gesto. Abbiamo notato che tenendoli ricoverati in un reparto pediatrico si avvicinano molto ai bambini più piccoli. Diventano un po’ come i fratelli maggiori. Cercano la famiglia’. Senza dubbio le problematiche relazionali con i familiari sono un nodo centrale nella questione suicidi tra i più giovani, ma non solo. Tra le cause più diffuse si registrano i casi di bullismo, baby prostituzione, forme di patologie non riconosciute e una nuova frontiera interna al problema rappresentata dalla difficoltà nell’integrazione culturale per le seconde generazioni d’immigrati . «I figli degli immigrati nati in Italia - avverte lo psichiatra Mariano Bassi coordinatore clinico scinetifico Crisis Amico Charlie - sono tra i soggetti più a rischio e ne abbiamo diversi casi nella nostra onlus».
Intanto sono sempre più frequenti i casi di bullismo via internet, filmati che ’per scherzo’ prendono in giro un coetano o peggio ancora lo perseguitano portando la vittima a gesti estremi. Maria Grazia Zanaboni, presidente de l’Amico Charlie Onlus non ha dubbi: «Viviamo una realtà più complessa. La globalizzazione ha modificato i codici di comportamento di famiglia, maternità, paternità, della scuola, dell’educazione. E’ un cambiamento troppo accelerato. Il vero problema è che tra i figli, nativi digitali, e i genitori c’è un gap di almeno 4 generazioni. E con gli insegnanti è ancora più grande. Il ragazzino è avanti anni luce e soprattutto non ha degli adulti che possano aiutarlo a essere consapevole di quello che lui fa, soprattutto su internet. C’è un’aula informatica bellissima in ogni scuola, generalmente è chiusa a chiave per paura che rubino».
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