HOME
7/8/2010 - Piccole perle di realtà infantile
www.CdT.ch

LETTERATURA PER RAGAZZI
Piccole perle di realtà infantile
Le ultime interessanti proposte delle edizioni Topipittori

Fra tanta, troppa, fiction ecco­ci tornare alla realtà. Alla realtà o alla vita, se si vuole, raccontata attraverso l’infanzia. Da cui an­che il nome della collana - «gli anni in tasca» - alla quale appar­tengono queste tre novità libra­rie della Topipittori.
In questi racconti c’è la vita in tutta la sua immediatezza, an­nunciata dal profumo irresisti­bile della verità. C’è l’infanzia co­me l’hanno vissuta gli autori stessi: non già perché si parli di esistenze esemplari, ma forse perché la prima età, come ha scritto Sandra Petrignani, «è [davvero] il combustibile [più ef­ficace] degli scrittori».
Libri «strani», certo, scrive l’edi­tore. Che lasciano perplessi. In­fatti, a chi si indirizzano? Ai bam­bini, ai ragazzi o agli adulti? A chi suggerirli? In quali scaffalature esporle? Si chiede legittimamen­te il libraio.
Le domande rimangono aperte per cui non resta che leggerli. Anzi: sarà doveroso leggerli, an­che perché è esperienza più che piacevole.
Nove sono per ora i titoli di que­sta straordinaria collanina. Dei primi sei ne abbiamo parlato tra maggio e novembre dell’anno scorso su queste pagine; vedia­mo oggi di affrontare i nuovi tito­li non senza anticipare quelli che si annunciano un po’ più in là, e che spazieranno dall’Uruguay al­la Francia con, in particolare, un libro di Bernard Friot che promet­te bene (è Bernard Friot l’autore del Mio mondo a testa in giù , un libro frizzante di storie veloci, ri­belli e divertentissime).
Torniamo alle novità di questi giorni cominciando da Io sono il cielo che nevica azzurro , di Giusi Quarenghi.
Il libro racconta un’infanzia di proibizioni e di disobbedienza. Un’infanzia di parole forti, dal sapore rugoso. Bergamasca a tutti gli effetti, piena di odori, anche sgradevoli, e zeppa di suoni e di scapaccioni. Un’in­fanzia, che è un po’ di tutti, sen­za televisione e senza nessuna fretta di crescere, segnata da af­fetti sicuri, solidi, ancorché mu­scolosi. Come dire che la liber­tà ha i suoi costi, soprattutto se sei nata femmina. Che bello so­gnare di essere liberi: vestirsi se­condo i propri gusti e compor­tarsi contro le leggi e le proibi­zioni degli adulti! E quanto sa­rebbe opportuno tornare a pro­vare il male senza aspettarsi consolazione.
Diverso Casa Demòn , di Elena Soprano, una scrittrice per gran­di e per piccoli, collaboratrice, tra l’altro, della nostra Radio.
L’infanzia narrata in Casa Demòn è quella di una bambina sensibi­le piena di pensieri non sempre confessabili e di interiorità che riguardano il mondo degli adul­ti, perlopiù inquietante agli oc­chi della protagonista. Un’infan­zia contro, ancora una volta, sep­pure garbata e tranquilla. Contro le intenzioni materne, che la vor­rebbero diversa, più femminile, mentre lei è alleata del papà.
Per finire Super 8 di Anna Casta­gnoli.
Brillante fin dall’inizio, il raccon­to è così spumeggiante che sem­bra inventato.
La scrittrice descrive e racconta gli spostamenti non sempre ap­prezzati e frequenti della famiglia. Rievoca realisticamente la scuola, esperienza davvero poco entusia­smante per una serie di ricordi che sono perlopiù in bianco e ne­ro. «Tutto quello che non so l’ho imparato a scuola» verrebbe da dire con Ennio Flaiano. Anni di scuola pesanti, certo, e soprattut­to segnati da un disagio disar­mante. Eppure c’è tanta tenerez­za nella bambina selvaggia pro­tagonista di queste pagine. Una tenerezza contagiosa che raccon­ta affetti sinceri e profondi, soprat­tutto nei riguardi dei nonni. Che hanno rappresentato una provvi­denziale garanzia di stabilità per chi è stato esposto ai venti tem­pestosi degli anni Settanta, quan­do ai bambini tutto era consenti­to. E cioè quando si poteva scri­vere sui muri e fare il bagno nelle pozzanghere, andare coi pattini per casa e saltare sui letti, uscire di casa in totale autonomia, ta­gliare i capelli alle bambole, strap­par loro gli occhi, mettere i bigo­dini ai cani, mangiare per terra davanti alla televisione, arrampi­carsi sugli armadi e dormire nei cassetti aperti. Il tutto grazie alle teorie educative di un certo dot­tor Spock. Claudio Origoni
 


 Al momento nessun commento è disponibile

 
 
  Hai un commento? Dì la tua!
Nome:
E-mail:
Commento:
 «indietro

Adonet - Telefono SOS Infanzia

Segnalazione anonima di siti riguardanti la pedopornografia e la pedocriminalità.
Purtroppo navigando in Inter-net è possibile venire a contatto con questo "mate-riale". Chiediamo la vostra collaborazione affinchè ci segnaliate l'indirizzo di simili siti in modo che noi possiamo agire denunciandoli alle autorità.




Google